Il gioco

 

 

 

 

 

Il gioco senso motorio

Il gioco senso motorio è caratterizzato dall’uso del corpo in senso dinamico e reale ed è finalizzato a sottoporre il corpo a una serie di importanti stimolazioni sensoriali che ne costituiscono la specifica valenza emozionale.
Il piacere senso motorio nasce dall’incontro tra le sensazioni corporee e gli stati tonico- emozionali e consente l’attivazione della globalità della persona.

 

L’esplosione del piacere consente la riduzione delle tensioni, implica la
possibilità di investire in modo articolato spazio e oggetti, favorisce una
dinamica di comunicazione ed è di conseguenza, la via principale per il
cambiamento evolutivo del bambino.
I giochi di piacere senso motorio comprendono:
- giochi sull’equilibrio-disequilibrio (saltare, rotolare, fare capriole,
scivolare, cadere, girare e dondolare…).
- giochi sull’investimento motorio attivo (lanciare, tirare,abbattere,
spingere e buttare…).
- giochi sull’investimento dello spazio con o senza oggetti ( gattonare,
camminare, correre, saltare, farsi trascinate nei teli, lanciare palline…).
- giochi sul piacere sensoriale (camminare a piedi nudi su superfici
morbide e dure, calde e fredde e di materiali diversi…).
I giochi di rassicurazione profonda hanno la funzione specifica di garantire e
rassicurare il bambino rispetto alla perdita originaria di sé e dell’oggetto
madre. Questi giochi basati sulla ripetitività e sulla paura di essere distrutti o
abbandonati, possiedono un aspetto tonico-emozionale che rassicura i bambini.
Sono inoltre riferibili alle azioni simboliche di avere-non avere, rassicurano
sulla permanenza dell’oggetto e aiutano a modificare la relazione simbiotica
con l’adulto definendo sempre di più se stessi.
I giochi di rassicurazione profonda comprendono:
- giochi di distruzione, di piacere senso motorio, di avvolgimento, del
nascondersi, dell’inseguire e dell’essere inseguito, di costruzioni di spazi
rassicuranti (casette…).

Il gioco simbolico

Nell gioco simbolico gli oggetti vengono considerati non più soltanto per ciò che sono, bensì come simboli di altri oggetti non presenti: servono cioè di base per l'evocazione di situazioni passate, o di eventi immaginari. Così il bambino esercita la capacità appena acquisita di immaginare realtà non presenti, e con essa il linguaggio verbale, che accompagna il gioco simbolico e che talvolta si presenta anche come attività autonoma nei giochi consistenti in semplici “tabulazioni”, cioè nel “raccontarsi storie” o nel raccontarle a un compagno immaginario
Un importante progresso si verifica quando i giochi simbolici, dapprima individuali, assumono, verso i cinque anni, con l'acquisizione della capacità di tener conto delle esigenze degli altri, i carattere di “giochi sociali”, richiedendo la collaborazione di più bambini (o dell'adulto), con ruoli complementari.
Freud ha attribuito al gioco simbolico l'importante funzione di miglioramento dell'equilibrio emotivo; da un lato,infatti, il timore o l'ansia che un bambino prova nei confronti di determinate cose possono venire ridotti, e quindi gradualmente dominati, attraverso la ripetuta rappresentazione ludica della situazione che è alla loro origine; un altro lato, impulsi o desideri che non potrebbero trovare soddisfacimento sul piano concreto, perché l'ambiente fisico o sociale non lo consentono, possono esprimersi su oggetti-simbolo (per esempio, l'aggressività verso un membro della famiglia può trovare espressione nel trattamento riservato a un bambolotto).

 

Il gioco con regole

I giochi con regole rappresentano, la forma più evoluta di gioco e devono soddisfare due criteri:
- è necessario che vi siano almeno due partecipanti in competizione tra loro;
- il comportamento dei giocatori è regolato da un codice solitamente prestabilito.
Secondo Piaget, il gioco con regole è di natura competitiva e compare tardivamente alla fine dell'età prescolare, prendendo il posto delle modalità di gioco precedenti.
Anche il gioco di fantasia è soggetto a regole e a correzioni procedurali, che tuttavia non costituiscono il fulcro del gioco e possono essere modificate in qualsiasi momento con il consenso dei partecipanti. Invece, i giochi con regole sono convenzionali e prestabiliti, le regole rappresentano l'essenza del gioco, sono esplicite, devono essere comunicate, accettate e condivise da tutti i partecipanti prima che il gioco abbia inizio. I ruoli sono definiti a priori così come le possibili mosse di ciascuno; ogni eventuale modifica della regola deve essere stabilita prima di iniziare a giocare. La gamma dei possibili comportamenti è più ristretta e formalizzata: inoltre, mentre il gioco di fantasia è del tutto fine a se stesso, nei giochi con regole i giocatori competono tra loro per vincere e vi è pertanto un obiettivo da raggiungere. I giochi con regole possono essere insegnati e appresi, hanno dei nomi che li rendono riconoscibili, fanno parte delle tradizioni di particolari comunità e momenti storici, cambiano nel tempo e comportano un sistema di sanzioni per coloro che violano le regole del gioco.
Una funzione importante dei giochi con regole è quella di mettere alla prova le proprie capacità e di verificare fino a che punto si è in grado di arrivare rispetto a un determinato obiettivo.




 

 

 

Progetto
Il gioco e il giocattolo nel tempo


 

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